Ascoli Satriano è una piccola città situata nel nord della Puglia, nella provincia di Foggia, fondata dall’antico popolo dei dauni e successivamente inserita nel novero delle città della Magna Grecia egemonizzate dalla città di Taranto.
La sua è una storia densa di avvenimenti fino a che nel 1978, un gruppo di scavatori clandestini di reperti archeologici, i c.d. tombaroli, scopre nelle campagne di Ascoli Satriano, una tomba ipogea (sotterranea) con un importantissimo corredo di arredi funebri.
La tomba apparteneva sicuramente ad una delle famiglie principesche egemoni del territorio durante il IV secolo a.C. con buona probabilità di origine macedone o epirota.
Del magnifico apparato decorativo rinvenuto, l’oggetto più importante è un meraviglioso gruppo scultoreo il marmo policromo di afrodisia, costituito da un sostegno per mensa “trapezophoros” di forma triangolare, con due grifi che azzannano una cerva.
Inoltre la tomba conteneva: un bacino rituale “podanipter”, al cui interno è dipintnta la scena della consegna delle armi che il dio Efesto ha forgiato per Achille, da una coppia di mensole e da un cratere marmoreo con tracce di policromia.

La straordinaria scultura, è alta 95 cm. e lunga 148 cm ed è costituita da una coppia di “GRIFONI” con il corpo di leone e la testa di rapace con cresta sul capo di un colore rosso porpora ed ali azzurre spiegate verso l’alto.
Le due figure sono rappresentate in azione di caccia mentre bloccano a terra con gli artigli una cerva che emerge col muso, distesa per terra con le zampe anteriori piegate e quelle posteriori del tutto stese.
Dopo numerose peripezie, i reperti trafugati, erano finiti per essere esposti nel Museo Getty di Los Angeles e finalmente nel 2010, l’intero gruppo di reperti torna a casa trovando la sua naturale collocazione nel Polo Museale di Ascoli Satriano.
Ascoli Satriano diventa quindi la “Città dei Grifoni”. Per dare maggior risalto a questa straordinaria novità, viene bandito un concorso per dotare la piazza principale della città di un nuovo monumento, in sostituzione di quella esistente e Michele Celeste, giovane scultore, vince il concorso con un progetto che si propone di reinterpretare in bronzo, in chiave personale e contemporanea, gli straordinari Grifoni come elemento caratterizzante il nuovo monumento, destinato a essere l’elemento di punta della nuova piazza.

Dopo aver modellato in argilla la scultura a Roma nel suo laboratorio, trasferisce a Pietrasanta, dove viene poi formata in gesso e gomma siliconica, da Alessandro Petrucci e successivamente sceglie la Fonderia Artistica Mariani per realizzare l’opera.
Determinante per la scelta della nostra fonderia è l’incontro di Michele Celeste con Adolfo e Nicola Agolini, che visto il progetto e valutatane l’efficacia e la forza espressiva si dichiarano molto felici di contribuirne alla realizzazione.
Queste sotto descritte sono le fasi della lunga gestazione dell’opera che ha richiesto…..mesi di lavoro ed una grande applicazione da parte dell’artista e che si è potuta avvalere della consolidata professionalità di tutte le maestranze della Fonderia Artistica Mariani, in tutte le complesse fasi della lavorazione.
La scultura è stata modellata in argilla e le misure corrispondono fedelmente al modello greco.
Il basamento è stato innalzato di circa 2 cm in vista della sua collocazione su di una colonna, come richiesto dal committente.
Le geometrie e i dettagli dell’opera, come il numero delle piume e delle penne delle ali, sono stati rispettati.
Misure della scultura: H 97 cm, L 150 cm, P 25 cm al basamento e 40 cm nel torace dei Grifi.
Per la realizzazione delle forme in silicone, il modello in creta è stato scomposto in diverse parti, come per esempio le ali, che sono state formate separatamente.
La scultura in bronzo è del peso complessivo di 250 Kg e la patinatura è colore verdastro grazie all’ossido di rame applicato su bronzo scuro.
L’artista ha lavorato direttamente al ritocco delle cere e al conseguente assemblaggio dei pezzi con la collaborazione della Fonderia, ottenendo due blocchi separati da mandare in fusione.

Per facilitare la fusione dell’opera Nicola Agolini ha studiato una apposita formula di bronzo più consona alla natura della scultura che presenta delle caratteristiche peculiari molto marcate.
Alcuni parti sono state realizzate in bronzo pieno vista la loro funzione portante.
La fusione è stata realizzata con il tecnica della cera persa con il metodo Shell, ovvero a stampo ceramico
Dopo i getti, si è passati alla sabbiatura dei bronzi ottenuti.

Le saldature sono state eseguite a bronzo con tecnologia Tig, mentre le zone più
difficili sono state saldate ad argento.
Per ripulire le saldature sono stati impiegati utensili meccanici e ceselli.
La lunga e complessa rinettatura del pezzo, che ha visto impegnato direttamente l’artista con la Fonderia Mariani, è avvenuta secondo metodi della antica tradizione scultorea greca, che prevede una lavorazione assai vicina ai procedimenti di oreficeria. Questa lavorazione ha permesso di raggiungere una superfice liscia e ben definita, attraverso il sapiente uso dei ceselli, lime da orafo, bulini e carte abrasive.

Successivamente, alla base della scultura, sono state saldate nella base della scultura delle barre di acciaio. Questi elementi in acciaio, hanno dato modo di creare nel basamento una struttura di ancoraggio, su cui sono state realizzate filettature in vista della collocazione sul capitello mediante perni in acciaio.
A questo punto si è passati alla patinatura dell’opera, anche questa fase ha visto l’artista direttamente impegnato con i tecnici della Fonderia Mariani.
In fine, è stata applicata della cera sulla scultura, per preservare la patina e rendere lucida la scultura.

I Grifoni di Michele Celeste
Per tutte le immagini photocreditMicheleCeleste
Scultura realizzata da: Michele Celeste
Contatti: celestem@alice.it tel: +39 3279088658