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Il rapporto tra l’artigiano e l’artista è un rapporto vecchio di secoli.

Un rapporto fatto di lunghe conversazioni, di analisi, di dibattito, di scelta del materiale che, al meglio, potrà rispondere alle esigenze sia tecniche che ispirazionali dell’artista, il quale, attraverso di esso, esprime un concetto, un tema, un’idea.

Da sempre il mio rapporto con gli artisti ha tracciato il mio percorso professionale e determinato una crescita sia interiore che professionale che mai avrei immaginato ai miei esordi.

Ogni artista mi ha dato qualcosa di suo.
Ad ogni artista ho dato qualcosa di mio.

Ma è stato, senza dubbio il mio rapporto lavorativo con Giuliano Vangi, che più e meglio di altri, mi ha dato la possibilità di crescere professionalmente.

IL MAESTRO E L’ARTIGIANO
Photocredit @MassimoGalleni

Conobbi Vangi per lavoro, quando cominciai a lavorare sulle sue opere presso lo studio dei Fratelli Galeotti di Pietrasanta.
Ero giovane, pieno di passione ed entusiasmo, come ora del resto, per quello che facevo, e Vangi percepì la mia passione e cominciò a seguirmi.

Quando mi misi in proprio nel mio primo studio in via Aurelia, lui mi segui commissionandomi le sue piccole opere in marmo ed iniziò un lungo percorso che mi portò a realizzare per lui molti dei suoi lavori, come l’opera policroma “Reclining Woman” nell’ormai lontano anno 2000, che fu esposta nel prestigioso museo dell’Hermitage di San Pietroburgo.

IL MAESTRO E L’ARTIGIANO
Photocredit @sculturaitaliana

Dopo pochi anni, nel 2002, fu la volta di una grande opera intitolata “Il Grande Racconto” che mi spinse ad aprire le mie prospettive, ad allargare i miei orizzonti spaziali, ad acquistare un laboratorio più grande che mi permettesse di lavorare su grandi volumi ed ampie superfici.

Ricordo che portai lui per primo a vedere, a Pietrasanta, il nuovo spazio che intendevo acquistare, come se il suo benestare mi potesse dare la spinta finale a fare quel passo, che allora mi sembrava così grande per me.
Un passo che mi portò ad avere una nuova vision della mia artigianalità.

Un passo che mi lanciò in una nuova dimensione, più imprenditoriale, più visionaria, più coraggiosa.
Iniziò così una nuova avventura che mi portò a realizzare il mio primo grande lavoro: “Il Grande Racconto”, un’opera del 2014, interamente realizzata in marmo bianco Carrara, nata da un blocco dal colore puro, stupendo e dalle imponenti dimensioni di 2560 x 420 x 330 cm

IL MAESTRO E L’ARTIGIANO
Photocredit @MassimoGalleni

Un’opera destinata al Museo di Hakone in Giappone.

La materia prima, da cui tutto trasse origine era un imponente macigno di circa 160 tonnellate che, per una semplice ragione logistica e di trasporto venne tagliato in due pezzi e ridotti alla necessaria misura per poterli portare a valle, grazie alle manovre spericolate e coraggiose di autisti che scesero giù dalla montagna con la stessa leggera follia con la quale io avrei corso in un prato da bambino.

Quando il camion si fermò sul mio piazzale, la vista del blocco, anzi dei blocchi, mi lasciò senza fiato, mi paralizzò e capii l’emozione che altri, prima di me, dovevano aver provato di fronte ad una impresa così ardua e così stupenda.
Ma non mi lasciai sopraffare.
Afferrai la mazzetta e cominciai a battere, prima con delicatezza e poi con sempre maggior determinazione, lentamente, coraggiosamente, sgrossando, incidendo il marmo, seguendo le linee del maestro, leggendo il percorso che lui aveva tracciato per me.

Che emozione, che gioia, eseguire questo primo progetto, tutto manualmente, e che emozione partecipare alla inaugurazione dell’opera in Giappone in presenza del maestro.

IL MAESTRO E L’ARTIGIANO
Photocredit @MassimoGalleni

IL MAESTRO E L’ARTIGIANO
Photocredit @MassimoGalleni

Successivamente sempre per il Maestro realizzai altre opere tra le quali ricordo “Percorso” 2005-2007 opera divisa in più parti, scolpita in pietra Vratza cm 3 x 10,51 x 4,14 destinata in Corea a Seul dove mi recai per il montaggio, al seguito del maestro.

Non credo che le parole siano sufficienti per esprimere la gratitudine che provo nei confronti del Maestro per la fiducia che ha dimostrato avere nei miei confronti e per avere influenzato positivamente una parte della mia vita avvicinandomi all’arte contemporanea e dandomi l’onore di partecipare alle sua personali tra le quali ricordo con affetto la mostra in Russia all’ “Hermitage” e in Giappone a “ Mishima” per l’ inaugurazione del grande Museo dedicato a Lui e alla sua opera.