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Un’emozione senza fine, è quella provata dal nostro scultore Massimo Galleni, mentre scolpiva con il suo scalpello il marmo bianco per ricavarne quei tratti, quelle linee, quel sembiante che dovevano rappresentare degnamente il Papa di tutti, Karol Wojtyla.

PAPA WOJTYLA: UN PEZZO DEL MADE IN PIETRASANTA A CRACOVIA

Il primo papa non Italiano che salì sul trono pontificio e che portò un forte vento di innovazione ecumenica su tutti i territori cristiani grazie ai suoi 104 viaggi che gli permisero di coprire un territorio sia geografico che umano mai coperto in passato da nessuno dei suoi predecessori.

Papa Wojtyla, scelse il nome di Papa Giovanni Paolo II, in onore di un passato fatto di papi molto amati da popolo e venerati ad eterna memoria.
E in onore di quel nome, divenne un papa, la cui voce si fece sentire forte e chiara contro i regimi totalitari che, in passato, avevano deciso della morte e della vita, anche di quella spirituale, di molti, di troppi.

Un papa che, con il suo pontificato, ha lasciato un segno, un segno forte, come quello della mano di Massimo Galleni che con decisione e precisione, ha tracciato i punti, le linee, i tratti di quel volto, di quelle mani, di quel corpo che ha camminato per anni le strade del mondo.

Per questo lavoro fu scelta una immagine del 1983, che ritraeva Giovanni Paolo II, durante una passeggiata con abiti da uomo Cristologico, non da papa, che cammina attraverso il bosco della vita, protetto dalla preghiera simboleggiata dal rosario che tiene saldamente in mano.

Un uomo giovane, nel pieno vigore, non ancora piegato dalla malattia che, più tardi lo avrebbe colpito.
Un uomo dallo sguardo profondo, determinato, deciso, sereno, che l’esperta manualità di Galleni ha reso con semplici e, al contempo, difficilissimi, tratti di cesello.

Totus Tuus, questo è il titolo profondamente evocativo dell’opera che richiama il messaggio del pontificato di Giovanni Paolo II che ha dedicato il suo agire a Maria.
Spalle larghe, forti, forti come il marmo, capaci di sopportare il peso dei peccati del mondo con serenità e determinazione.

Mani pronte a sorreggere, a sostenere, a guidare il suo gregge, che la sapiente lavorazione del marmo bianco ha reso leggere, eteree ed umanamente potenti, mentre accolgono con amorevole leggerezza i grani del rosario.

PAPA WOJTYLA: UN PEZZO DEL MADE IN PIETRASANTA A CRACOVIA

Una opera, in bianco carrara, a grandezza naturale, grande quanto la vita stessa, qualcuno potrebbe dire, fortemente voluta dall’Associazione Italiana della Divina Misericordia che ha donato questo monumento alla città di Cracovia.

Un’opera la cui genesi è iniziata da un prototipo che raffigurava il particolare del volto e del busto, realizzato in un materiale, noto a chi lavora in questo campo, con il nome di polvere di alabastrino, un calcare, una roccia di tipo evaporitico di origine gessosa che si presenta in aggregati di aspetto cereo deposti in ambienti sotterranei da acque particolarmente dure.

Un prototipo, che, dopo la sua realizzazione ed approvazione, pose subito la commissione di fronte ad un vero e proprio dilemma… distruggerlo per proteggerne l’originalità o conservarlo?
Subito ci si rese conto che la forza evocativa ed “inspirazionale” del prototipo rendeva impossibile la distruzione del manufatto, imponendone la sopravvivenza e fu deciso che sarebbe destinato ad essere “posato” a Bari, in quel pezzo di Puglia da cui, il percorso dell’opera aveva preso inizio.

PAPA WOJTYLA: UN PEZZO DEL MADE IN PIETRASANTA A CRACOVIA

Dopo l’approvazione del prototipo iniziò il percorso di valutazione.
Un percorso lungo, attento, punteggiato da visite di coloro che meglio e più di altri, avevano condiviso il cammino terreno del papa e che meglio di tutti conoscevano le pieghe del volto, i sorrisi, le ombre che quel volto avevano abitato.

Prezioso fu il loro contributo che rese consapevole lo scultore e gli permise di “rendere” l’espressione di quel volto, di quel corpo, di quelle mani. come se… fosse ancora con noi, oggi e per sempre.

PAPA WOJTYLA: UN PEZZO DEL MADE IN PIETRASANTA A CRACOVIA

Il marmo è “burro” dicevano i nostri vecchi artigiani, per significare un materiale particolarmente duttile e pronto a piegarsi alla volontà dello scultore, che, qui ancora una volta, ci ha mostrato e dimostrato che il marmo è “vivo” e capace, se trattato da mani esperte, di parlare di vita, anche dopo la morte.
Questa è arte.
Questa è l’arte del Made in Pietrasanta.
Questa è l’arte di Massimo Galleni.

PAPA WOJTYLA: UN PEZZO DEL MADE IN PIETRASANTA A CRACOVIA


Photocredit @MassimoGalleni